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Nel gennaio '66 viene invitato ad esporre
nella galleria del famoso fotoreporter
Giuseppe Palmas, da cui transitano tutti i
nomi più impotranti dell'epoca. Il
gallerista termina con queste parole la
presentazione dell'artista nella brochure
della mostra: “... figure e paesaggi sono
trattati con mano maestra, per cui ritengo
che Cesena sarà fiera di questo suo figlio
che ora è arrivato ad un ottimo
traguardo”.Di lì in poi è tutto un
susseguirsi di inviti e mostre un po'
ovunque nel Nord Italia fino ad arrivare a
quella che forse è la più significativa e
completa di tutta la carriera: la grande
antologica che la “Galleria Indipendenza” di
Bologna, sicuramente una fra le più
importanti d'Italia, gli dedica nel 1975.
Sempre negli anni '70 Icilio Sirotti ha
illustrato, per l'editore Longo, due celebri
libri del cosiddetto “Anonimo Romagnolo” (al
secolo Pietro Spada): I cavalieri antichi e
E Bourgh (il borgo).
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